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venerdì 3 aprile 2020

Il Fuoco, un elemento naturale.

Parte dei cinque elementi fondamentali (tra i quali menzioniamo anche acqua, aria, terra ed etere), il Fuoco ha da sempre avuto tanto nelle religioni occidentali che in quelle orientali una certa importanza in quanto elemento purificatore e vivificatore, che racchiude in sé il principio della vita frutto della sua energia. Insieme all'Aria, esso è un elemento dinamico, poichè in grado di agire su un oggetto e modificarlo.

Etere, Aria, Fuoco, Acqua, Terra : I 5 elementi fondamentali [1].


La figura geometrica che lo rappresenta, un triangolo equilatero con un vertice rivolto verso l'alto , allude a un moto ascendente, d'espansione e di sopraffazione. Il fuoco è dunque padre di un'azione distruttrice in grado di essere placata dalla co-presenza degli altri 4 elementi [2].

Simbolo del Fuoco [3]


Allo stesso tempo la sua assenza è invece presagio di morte, da qui i riti come quelli dedicati alla dea Estia, di conservazione del fuoco. Nel culto dei Romani, Le Vestali, seguaci della dea, avevano infatti il compito di vegliare sul focolare affinché mai si spegnesse. Ma in altrettanti casi proprio quella forza distruttrice cela in se un'azione benefica perché purificatrice. Al tempo degli antichi Greci il corpo dei defunti veniva così bruciato per scindere la mente dalla sua controparte fisica e potersi innalzare libera dai peccati terreni e purificata [4].


Cratere Attico Geometrico Figurato, dettaglio su Celebrazione del Defunto [5].



[1]https://www.shakti-mat.it/la-medicina-ayurveda/i-5-elementi/

[2]https://www.mitiemisteri.it/significato-degli-elementi-naturali

[3]https://it.wikipedia.org/wiki/Fuoco_(elemento)

[4]http://www.palalevico.it/cremazione.html

[5]https://www.geometriefluide.com/pagina.asp?cat=artegreca&prod=cratere-ny-geometrico-greco-stili-

giovedì 2 aprile 2020

La scoperta del fuoco

Il fuoco come abbiamo avuto modo di vedere già nel STEP #04 "Ri-scaldare" nel Mito sin tra le civiltà più antiche aveva assunto un ruolo chiave nell'immaginario collettivo. La mitologia narra, in relazione alla creazione dell'uomo, che fu Prometeo, titano amico dell'uomo e amante del progresso, a ricevere da Zeus re dell'Olimpo e padre degli dei, l'onore l'onere di forgiare l'uomo e così il mito recita " Prometeo lo modellò con il fango e lo animò con il fuoco divino". [1]

Eppure nonostante questi affascinanti racconti,  gli eventi che hanno condotto i nostri antenati alla scoperta del fuoco e al suo impiego sono ancora in parte avvolti dal mistero.
Uno studio pubblicato nell' “Evolutionary Anthropology”, è però riportato che con molta probabilità gli esseri umani abbiano sviluppato l’uso del fuoco come risposta naturale ai cambiamenti ambientali. Circa 3,6 milioni a 1,4 milioni di anni fa, quando il genere Homo ebbe origine in Africa pare che il continente fu caratterizzato dalla presenza di periodi ciclici di aridità, che causarono la riduzione delle foreste e la diffusione delle praterie. Questi stessi cambiamenti climatici possono avere spinto i nostri antichi antenati a smettere di arrampicarsi sugli alberi e a camminare eretti sul terreno. Le praterie dal canto loro rappresentavano una miccia ideale per il fuoco, e l’aridità che l’Africa sperimentò spesso a quel tempo fece sì che gli esseri umani si siano evoluti in ambienti sempre più a rischio di incendi. 

Una delle causa più comune attribuibili allo scoppio di un incendio erano probabilmente i fulmini, che possono verificarsi senza precipitazioni. In questo senso l'uomo potrebbe aver scoperto e imparato ad usare il fuoco adoperando le fiamme spontanee e utilizzandole come risorse naturali.[2]

Raffigurazione dei primi ominidi che sfruttano le fiamme spontanee.

In ogni caso proprio la scoperta del fuoco ha definito ciò che siamo. Usato dai nostri antenati a rimanere al caldo, a vedere nel buio e iniziare a lavorare i metalli il fuoco ha avuto un incidenza anche sul nostro percorso evolutivo. Si pensi alla possibilità di cuocere i cibi: molti alimenti risultano più facili da masticare e da digerire e questo potrebbe associarsi anche alla riduzione delle dimensioni dei denti e delle mascelle o alla possibilità di bollire l'acqua riducendo il rischio associato ad alcune malattie.[3]

Insieme alla capacità di pensare, avere coscienza di sè e comunicare, l'uso e il controllo del fuoco rappresentano un altro elemento cardine che distinguono l'uomo da tutti gli altri animali.

mercoledì 1 aprile 2020

STEP #04 "Ri-scaldare" nel Mito

Ἑστία- Hestia "[Che significa] casa, dimora, altare, luogo per cucinare, eschara."

La mitologia greca, in quanto insieme di un vasto numero di racconti che narrano l'origine del mondo e la vita e le gesta di dei e dee, eroi e eroine e altre figure mitologiche, rappresenta per gli studiosi un mezzo attraverso il quale è possibile indagare sulle istituzioni politiche e religiose dell'antica Grecia ma soprattutto in senso lato consente a tutti noi di comprendere e conoscere le antiche civiltà; mettendone in luce usanze, valori e credenze.

A questo proposito il mito torna utile anche nella stesura della nostra di storia per scoprire il "valore" che il verbo/azione "Ri-scaldare" aveva 'ai tempi di Omero'.
Grazie all'opera di uno dei più importanti ed antichi poeti dell'antica Grecia è possibile per noi avviare la ricerca partendo ancora una volta dalle origini.
La Teogonia (Θεογονία) di Esiodo, poema in 1022 versi, racconta della "nascita degli dei" disegnando le articolazioni interne dell'Olimpo, attraverso la genealogia e la ripartizione degli "onori" a ciascuno di essi.[1]

Tra i dodici dei principali, per diritto di nascita, figura, seppur meno nota poichè non prese parte alle storie di guerra che occupano gran parte della mitologia greca, la dea Estìa , associata al nome di Vesta nel culto romano, ovvero la dea del focolare o anche detta "dea del fuoco che arde su un focolare rotondo".[2]


Figura 1- Raffigurazione della dea Hestia
"I Greci non si rifiutarono di vedersi una donna in lei 
la descrivevano sotto forma di una bellezza sottile e maestosa in un mantello."[3]


La mitologia di Estia è breve e viene riferita in tre inni omerici.
Nell'inno ad Afrodite, ad esempio, si narra che ella fosse la più anziana ,in quanto primogenita di Rhea e Kronos, e la più giovane fra le Dee ,in quanto l’ultima ad essere stata rigettata dal padre; per il fatto che 'in Lei si risolvono le realtà da Lei generate, e da Lei si costituiscono',venne definita "dea regale", tanto che per questa stessa considerazione, anche nei sacrifici, gli Elleni procedevano da Lei per prima e finivano con Lei per ultima.[4]

Descritta altresì come "la vulnerabile vergine", Estia, con Artemide ed Atena, era infatti l’unica fra immortali e mortali ad essere immune al potere di Afrodite tanto che nonostante la propria bellezza e i diversi pretendenti , tra cui Apollo e Poseidone, ella scelse di rimanere per sempre vergine e Zeus, grato di questa sua decisione che avrebbe scongiurato la nascita di un possibile erede al trono, le assicurò la prima vittima di ogni sacrificio pubblico.[5]

Ogni città dedita a lei , doveva avere nel suo centro un focolare rotondo in suo onore. La stessa cosa accadeva nelle case e nei templi, generalmente di struttura rotonda allo scopo di richiamare i focolari stessi.
Per questa ragione  Estia non veniva quasi mai rappresentata in forma umana in quanto il semplice focolare domestico, cittadino o sito nei templi costituiva la testimonianza della sua presenza; la dea era così percepita in quanto presenza spirituale, come simbolo di tutte le cose e come il fuoco sacro che le anima, che restituisce calore, tepore e illumina.

Figura 2 - "Vesta/Estia" rappresentazione di Thalia Took [6]
                                             
Il focolare era dunque il fulcro della casa, il suo cuore pulsante, in quanto come ben sappiamo, emblema del passo supremo dell'umanità: la scoperta del fuoco e tutto ciò che comporta a partire dai cibi cotti,il calore e giungendo alla difesa, è ciò che distingue l'uomo da un qualsiasi altro animale. [7]


Inno Orfico 84- profumo di Hestia aromi

Figura 3- Hestia, rappresentata in un vaso del 525-475 d.C. - Museo Nazionale Tarquiniese [8]

"Hestia regina, figlia di Crono potente,
che hai la casa in mezzo al fuoco perenne, grandissimo,
consacra tu questi santi iniziati nei riti,
rendendoli sempre fiorenti, molto felici, sereni, puri;
dimora degli Dei beati, forte sostegno dei mortali,
eterna, multiforme, desideratissima, simile all’erba;
sorridente, beata, accogli benevolmente queste offerte,

STEP#25 "Ri-scaldare": La sintesi finale

Ed eccoci giunti alla fase conclusiva di questa nostro studio che ha da sempre avuto un unico obiettivo: indagare e analizzare il valore c...